Su rotaie d’argento

correva il mio sguardo,
oltre il finestrino,
oltre le città addormentate.

Campi aperti si stendevano,
un mare d’erba e luce,
colline distese come promesse,
e alberi in fila, custodi silenti
di un cielo senza fretta.

Ogni curva un respiro,
ogni ponte un salto nel verde,
dove il mondo rallentava
e la vita, per un attimo,
pareva sospesa in quel verde lontano.

Il treno scivolava,
senza ferire il silenzio,
come un sogno che non chiede nulla
se non di essere ricordato.

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